giovedì 21 aprile 2011

MECCANICA DA CAMPO.

Parlo di quella che si può fare per cavarsi dalle peste con i ferri che possono essere trasportati su una moto.
Un po' come la chirurgia da campo, aghi, filo da sutura, porta aghi, pinze chirurgiche, siringhe, farmaci e minuteria varia. Mica si può fare un trapianto di cuore in spiaggia, no!
E nemmeno posso rialesare il cilindro della moto in mezzo ai prati.
Però c'era un ambito della meccanica che mi è sempre stato oscuro perché non l'ho mai frequentato, quello della riparazione, in campo, della catena.
Mai fatto, mai rotta la catena nella mia vita.
Siccome devo pensarle tutte ed essere autonomo ho capito che dovevo andare a scuola.
Ho chiamato Massimiliano Camoletto di DarimotorService ( http://www.darimotorservice.com/ ) e mi ha organizzato una lezione di riparazione catena da affrontare in mezzo al nulla con pochi, semplici ferri.
Il concetto è semplice, Massimo sa spiegare bene, ha tirato fuori una vecchia catena, lo smagliacatene indispensabile, i kit di maglie di giunzione e mi ha mostrato tutti i passaggi dopodiché l'ho fatto io più volte e tutto è andato bene.
Lo so, l'obiezione è chiara: facile farlo in officina, col meccanico a fianco, la musica, il banco da lavoro e la morsa. Certo che cambia la faccenda quando sei da solo, magari sulla sabbia, magari fa 40 gradi, magari piove, magari sei in ginocchio. Lo so ma quello avrò.
In ogni caso Massimiliano è un buon maestro e un buon meccanico.
Senza smagliacatene la faccenda si complica. Quando lo usi capisci il concetto del fatt'apposta.

lunedì 18 aprile 2011

SEI PRONTO? NO!

Oggi un amico, "Roma" da Savona, mi ha chiamato e mi ha chiesto se sono pronto al viaggio. Ancora non sapeva che sarei andato da solo.
Gli ho risposto che mancano 88 giorni ( avevo guardato ieri sera il contatore, il generatore di ansie) e che ho le fiamme già oltre le chiappe, in profondità.
No, Roma, non sono per niente pronto, anzi, ho ancora mille cose da fare e da preparare nonostante abbia cominciato a lavorare alla faccenda a luglio dello scorso anno.
Mentre gli parlavo dello stato dei lavori mi è uscita questa frase:
"Mettiamola così, sono pronto ad affrontare il peggio e a godere del meglio".
Dice che gli pare un modo sensato di affrontare la questione.
Quindi non sono pronto, mi sto preparando per esserlo il più possibile. Ma credo che se dovessi aspettare di essere pronto veramente al 100%, non partirei mai. Già sperimentato in altre occasioni.
Mancano 88 giorni, cazzarola.


venerdì 15 aprile 2011

PATENTE INTERNAZIONALE.

È questa:


Ho delle cose da dire, a proposito.
Non ne avevo mai vista una prima di due giorni fa.
Ho sempre immaginato che essendo un documento che ha valore all'estero e NON in Italia avrebbe avuto un aspetto moderno e soprattutto ci sarebbe stato scritto qualcosa in inglese per mettere in chiaro subito di cosa si tratta.
Bene, non è così.
Intanto ha l'aspetto triste, povero, grigiolino, dimesso, obsoleto di un libretto degli anni 50'.
Assomiglia moltissimo a una tessera annonaria.
I fogli sono tenuti insieme da due graffette.
All'interno ci sono pagine uguali solo scritte in diverse lingue straniere che definiscono a quale categoria appartiene la patente italiana relativa e poche altre notizie. Elenco delle lingue in ordine di apparizione:
Norvegese... lo giuro, Arabo, Spagnolo, Cirillico, Cinese, Tedesco, Italiano, Inglese, Francese.
Ora, la Motorizzazione Civile Italiana rilascia due tipi di Patente Internazionale, solo una è valida per gli USA, quella che rientra sotto la Convenzione di Ginevra sulla Circolazione Stradale, firmata nel 1949.
Ma perché sulla copertina non c'è uno straccio di dicitura in inglese?

Per esempio potevano metterci:
 "Internescional Patent For Guidar the Macchin o the Mot". 
Isi, no?

In questo modo un poliziotto o un qualsiasi funzionario straniero capisce subito che si tratta di una patente internazionale e non di una tessera annonaria usata durante la guerra, come questa:


Vabbe'. 
Per fortuna adesso ce l'ho anche se nell'attesa di ritirarla, un'ora, mi hanno rotto un vetro e rubato la macchina fotografica e una giacca. Mortacci loro. E zozzi pure.

E LE FORATURE?

Oggi ho procurato il necessario per risolvere anche la seccatura delle forature.
Tre leve, kit di toppe, colla e carta vetrata a grana fine. La pompa a mano e le camere ci sono già e anche la borsa che le contiene che verrà fissata sul parafango anteriore.




Ho anche provato a valutare la possibilità di montare le mousse e magari spedire a due officine lungo il percorso altri due treni da cambiare ogni 3000 km circa. Viaggiare leggero e non avere il pensiero di bucare é davvero allettante ma il rischio di avere problemi di surriscaldamento o squagliamento della mousse posteriore è troppo alto. E naturalmente la trasformazione da mousse a squacquerone avverrebbe sempre in momenti poco opportuni. E per stare tranquillo avrei dovuto portarmi camere, leve, toppe e pompa e allora...
Confido negli dei.

martedì 12 aprile 2011

CONTO ALLA ROVESCIA.

Qualche tempo fa ho inserito un contatore alla rovescia ma pensavo che sarebbe servito agli altri, a chi avrebbe visitato il blog. Non avevo mai pensato che mi avrebbe messo una sorta di ansia.
Ogni tanto lo guardo e lui si arrovescia verso il giorno del "lancio", inesorabile, ignorante.
Il giorno in cui l'ho installato, e l'ho fatto da solo..., contava circa 120 giorni. Ora di giorni ne mancano 94 e 2 ore.
Mi tiene il tempo, non lo sopporto.

E L'ELETTRONICA...

Arrivati ieri sera, videocamera e pc portatile Samsung.


IL CASCO.

È arrivato oggi, bianco, bello, comodo, in fibra di carbonio. Un chilo. Italiano. 
Suomy.